Sconcerto dopo la riunione di ieri pomeriggio sulla trattativa del comparto Sanità. La delegazione sindacale NURSING UP è rimasta letteralmente senza parole per la situazione venutasi a creare al tavolo della contrattazione.
Dopo mesi di stallo, di continue e sterili discussioni a quali categorie di lavoratori applicare la riduzione dell’orario di lavoro da 38 a 36 e ricordando che fin dal principio della trattativa, il mandato contenuto nelle linee guida della Giunta fosse preciso e prevedeva una riduzione dell’orario settimanale esclusivamente a quelle categorie di lavoratori e professionisti più logorate, siamo rimasti basiti nel vedere che le altre organizzazioni sindacali non si siano espresse a favore della proposta sul tavolo.
In altre parole, era chiaro fin dall’inizio che la proposta di riduzione dell’orario di lavoro da 38 a 36 ore, almeno in questo contratto, potesse avvenire solo per alcune categorie professionali e c’era “solo” da mettersi d’accordo su quali rientravano effettivamente tra le professioni più logorate.
Ebbene, mai come ieri è emerso in modo chiaro e cristallino che per le altre organizzazioni sindacali al tavolo, non potendo estendere le 36 ore a tutto il personale del comparto, allora è meglio non concederle a nessuno, nemmeno a categorie come quella infermieristica e quella degli operatori socio sanitari che sono in grave crisi. Non solo perché sono sovraccaricate e usurate, ma anche perché in questi ambiti c’è da tempo una grave carenza di personale, e si trovano difficilmente lavoratori sul mercato. Il numero di iscrizioni al corso di laurea per infermieri ad esempio, è da anni cronicamente inferiore al reale fabbisogno, inoltre si registra un consistente aumento di licenziamenti volontari tra questi professionisti sanitari.
Una volta tanto, che le linee guida per questo contratto, sebbene con alcuni possibili miglioramenti, andassero finalmente nella direzione giusta e necessaria, abbiamo assistito ieri a un “deludente teatrino” basato su questioni di principio e destinato a portare avanti ciò che di fatto è irrealizzabile.
Secondo NURSING UP per il bene della Sanità pubblica, è fondamentale accogliere questa opportunità, che sebbene oggi sia riservata a poche categorie, domani potrà essere estesa anche a tutti gli altri lavoratori pubblici e non solo della Sanità.
Il nostro appello sentito dal profondo del cuore è quello di non perdersi dietro a principi che sebbene sacrosanti, non sono realizzabili adesso in un unico contratto di settore. Invitiamo pertanto tutti gli attori al tavolo delle trattative a mettersi una mano sulla coscienza, ad essere pragmatici e a cogliere il bene delle proposte ribadite ieri durante la discussione. Proposte, già preannunciate da quasi un anno al personale di queste categorie professionali, che migliorerebbero le loro attuali condizioni lavorative e che se non attuate, provocherà grande rabbia e frustrazione.
Il Consigliere referente Regionale
SINDACATO NURSING UP
Massimo Ribetto
