Nursing Up apprende con piacere le linee guida annunciate ieri dalla giunta provinciale, e che vanno finalmente nella direzione di valorizzazione delle professioni sanitarie, in primis quelle infermieristiche.
Questo soddisfa in parte le nostre richieste contrattuali che avanziamo da anni, ovvero il giusto riconoscimento economico e la riduzione dell´orario di lavoro da 38 ore a 36 ore settimanali come a livello nazionale e conseguentemente la possibilità di effettuare ore aggiuntive su base volontaria, in particolare negli ambiti dove vi è maggiore carenza di personale.
In questo modo verrà concessa la possibilità di avere un orario di lavoro ridotto a coloro che sono esausti e si concede al contempo la possibilità di lavorare e guadagnare di più a chi si rende disponibile a farlo.
Sottolineiamo che per quanto riguarda le cifre comunicate,queste in gran parte sono solo teoriche e non tengono conto di eventuali assorbimenti di indennità preesistenti; quindi, in realtà gli aumenti enunciati sono sproporzionati. E inoltre rimane ancora molto da discutere sulle stesse e soprattutto sulla possibilità di avere il riconoscimento di una carriera in base alla formazione ed esperienza acquisita.
Nursing Up specifica che queste al momento sono ancora delle linee guida sulle quali si imposterà una contrattazione, speriamo serrata, nei prossimi mesi. Per cui, non vi è ancora nulla di certo al momento. Siamo comunque contenti che la maggior parte delle risorse si concentrino finalmente sulle professioni sanitarie. In passato ci sono stati contratti della Sanità nei quali, tra le risorse messe a disposizione, gli infermieri e le altre professioni non hanno ricevuto la giusta considerazione.
Da sempre come sindacato di categoria rivendichiamo che tutte le professioni sanitarie (22 profili) vadano valorizzati economicamente e non solo. L’Italia e l’Alto Adige rimangono fanalini di coda nella remunerazione di questi professionisti ed è anche per questo motivo (e anche altri) che gli infermieri vanno a lavorare altrove, in particolare nei Paesi limitrofi come Svizzera, Germania e Austria.
La pandemia ha messo sicuramente in evidenza l’importanza della figura dell’infermiere ma non basta ricordarsene solo nell’emergenza ed/o nel momento del bisogno.
Gli infermieri in primis si sentono spesso poco considerati, per cui serpeggia un malcontento dilagante in questo gruppo professionale, tant’è che negli ultimi anni stiamo assistendo ad un abbandono precoce della professione con numeri veramente inimmaginabili.
