Sono sempre più lontane le promesse per il contratto della Sanitàannunciate ancora in campagna elettorale poco prima delle elezioni del 22 ottobre u.s. Il “mantra” che abbiamo sentito dalla politica e dalla controparte era quello di valorizzare le professioni sanitarie, andando a colmare anche il divario esistente tra il valore dello stipendio attuale dell’infermiere, delle professioni sanitarie e assistenziali nel Sociale (case di riposo) e quello delle stessefigura nella Sanità pubblica provinciale.
Il problema principale riguarda le risorse stanziate dalla Giunta a favore di questo contratto, oramai sono un paio di mesi che la discussione al tavolo della contrattazione è in una fase di stallo poiché 35 milioni sono del tutto insufficienti a realizzare non solo le nostre richieste sindacali, ma anche tutto ciò che è contenuto nelle stesse linee guida deliberate dalla Giunta prima delle ultime elezioni.
Con 35 milioni a disposizione mancano ad esempio le risorse necessarie a prevedere un modello premiante per la carriera. Iprofessionisti sanitari e in primis gli infermieri sono già pochi espesso vengono chiamati a rivestire ruoli che prevedono competenze e responsabilità ulteriori alla loro attività istituzionale.Ruoli che però, non sono riconosciuti economicamente.
Le risorse mancanti per la carriera sono solo un esempio, l’altra grande criticità secondo i sindacati riguarda l’intenzione di ridurre l’orario di lavoro. Ottima la possibilità di ridurre l’orario di lavoro a 36 almeno per queste professioni, ma a quale costo? Dei 35 milioni a disposizione, 21 sono quelli che occorrerebbero per sopperire sotto forma di plus orario (ore aggiuntive programmate con maggiorazione remunerativa) le ore di lavoro che mancherebbero, dal momento che l’orario settimanale passerà da 38 a 36 ore per le professioni sanitarie particolarmente logorate.Ma ciò che non viene dichiarato apertamente e invece si è intuito dalle ultime sedute è che chi farà le 36 ore di fatto si troverà uno stipendio inferiore a quello percepito oggi.
Quello che non ci piace è la futura gestione del plus orario che comporterà che a parità di professione qualcuno guadagnerà ancora di più e qualcuno di meno. Non ci piace altresì il fatto, che in questo modo si rinforzi il principio secondo cui “più sei disposto a lavorare e più guadagni”. L’annuncio fatto dalla Provincia di un compenso superiore ai 700 € per gli infermieri a ottobre dell’anno scorso si baserebbe in gran parte su questo principio, secondo il quale, ciò che verrebbe premiato realmente sarebbe il “lavoro a cottimo”. Non è certo in questo modo che si premiano le competenze, le conoscenze e le responsabilità dei professionisti sanitari. E oltre tutto, non è questo il modo congruoper rendere attrattiva una professione e valorizzarla.
Quindi, nessuno ha realmente messo in discussione le indennità specifiche per le professioni (anzi siamo per aumentarle ancora) e nessuna organizzazione sindacale vuole rinunciare alle 36 ore.Purtroppo, quello che ancora non è chiaro e preoccupa i sindacati è la futura gestione del plus orario e il forte sospetto che anziché alleggerire i carichi di lavoro, si indurrà invece a lavorare di più il personale già stanco ed esausto a causa del principio del “più lavoro e più guadagno”. Desta preoccupazione anche un’altra ipotesi: se questo personale avrà la possibilità di fare 36 ore e non tutti fossero disposti a lavorare turni aggiuntivi con il plus orario, come andrebbero avanti i servizi dell’Azienda che già oggi soffrono di carenza di personale?
Le premesse di questa trattativa erano buone, ma stanno prendendo una piega sempre più deludente e per i sindacati sarà necessario consultarsi con la base dei propri associati.
In ultima analisi, rispondiamo anche alle conclusioni alle quali è arrivato il Presidente della Provincia in una lettera recapitata ai sindacati proprio ieri. Nessuno di noi ha interrotto la trattativa o detto di no secco alle proposte, ma al contrario si sta cercando di comprendere quali siano ancora i margini di contrattazione, visto e considerato che con il finanziamento messo a disposizione dalla Giunta stessa non sarà possibile ottenere tutto ciò che le stesse linee guida della Provincia prevedevano.
Rimaniamo sorpresi e basiti del comportamento della Provincia!
